PER NON DIMENTICARE ... DIRITTO AL RITORNO

 - BARI, SABATO 22 FEBBRAIO - INCONTRO CON LA DELEGAZIONE DI RITORNO DA GAZA

2014: anno internazionale della solidarietà con il popolo palestinese

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Per non dimenticare… Il diritto al ritorno

Incontro con la delegazione che si è recata a Gaza:

Bassam Saleh, Maurizio Musolino, Gustavo Pasquali

 

Sabato 22 febbraio

Ore 17.30

c/o la sede del comitato

Tadamon Filastin

II strada privata Borrelli 32, Bari

(di fronte al Piccolo Teatro, a qualche minuto dalla Rossani)

 

Non è stato facile arrivare a Gaza. La situazione interna dell’Egitto rende l’ingresso in questa piccola striscia di terra difficilissimo. … Oltrepassato il confine l’accoglienza in Palestina è straordinaria. Siamo la prima delegazione che entra a Gaza nel 2014, anno internazionale della solidarietà con il popolo palestinese … Bastano poche ore di permanenza a Gaza per capire cosa vuol dire vivere in una prigione a cielo aperto. La prima sensazione che si prova è quella di essere circondati, come in una isola, poi man mano si acquista coscienza di essere in gabbia, in prigione appunto … Israele impedisce qualsiasi sviluppo economico della Striscia di Gaza, tiene i quasi due milioni di donne e uomini che vi vivono in una condizione di povertà assoluta, ma non uccide quella che per altri aspetti è una gallina dalle uova d’oro. Gaza infatti con la sua altissima intensità demografica rappresenta un mercato ottimale per le merci “made in Israele” ...  Le difficoltà ad uscire dal piccolo territorio palestinese infine hanno rappresentato per la delegazione italiana solo una piccolissima parte di quanto il popolo di Palestina subisce quotidianamente. Un assaggio di cosa vuol dire vivere senza sapere cosa succederà domani, nell'incertezza assoluta…

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Comunità Palestinese di Puglia e Basilicata

Comitato Tadamon Filastin فلسطين  تضامن  (Solidarietà - Palestina)

 

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LE PROSSIME INIZIATIVE

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DOMENICA 9 MARZO

ORE 17.00

c/o la sede del comitato

Tadamon Filastin

II strada privata Borrelli 32, Bari

(di fronte al Piccolo Teatro, a qualche minuto dalla Rossani)

 

presentazione del libro

PERCHÉ AMO QUESTO POPOLO

STORIE DI RESISTENZA PALESTINESE DA GAZA

di Silvia Todeschini

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DAL 22 AL 30 MARZO

 

SETTIMANA DELLA PALESTINA

IN TERRA DI BARI

PRESSO IL FORTINO DI BARI

 

MOSTRA FOTOGRAFICA DI ANNA SVELTO

PALESTINA UNA PRIGIONE A CIELO APERTO

 

ALL’INAUGURAZIONE – 22 MARZO -INTERVERRÀ

L’AMBASCIATRICE PALESTINESE IN ITALIA

LA SIGNORA MAI ALKAILA

 

DURANTE LA SETTIMANA PALESTINESE

PRESENTAZIONE DI LIBRI, MUSICA, FILM, DOCUMENTARI

GLI INSEGNANTI CHE INTENDONO CONDURRE LE PROPRIE CLASSI A VISITARE LA MOSTRA SONO INVITATE A PRENOTARE

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No ai ladri d’acqua in Palestina.

No all’accordo Acea-Mekorot. Acqua pubblica sì, ma anche limpida e libera

 

Firma per esigere che l'Acea receda dall'accordo con la Mekorot, società idrica nazionale di Israele che si è macchiata di gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani. Mekorot sottrae acqua illegalmente dalle falde palestinesi, fornisce l'acqua saccheggiata alle colonie israeliane illegali e pratica l'Apartheid dell'acqua nei confronti della popolazione palestinese.

Ogni firma manda una mail all'Acea e al Comune di Roma.

 

FIRMA ORA

 

Segue l'appello (per le adesioni collettive:  fuorimekorotdallacea@gmail.com)

No ai ladri d’acqua in Palestina. No all’accordo Acea-Mekorot.
Acqua pubblica sì, ma anche limpida e libera.

Il 2 dicembre 2013, durante il vertice Italia-Israele, l’Acea, principale operatore italiano nel settore idrico, e la Mekorot, società idrica nazionale di Israele, hanno sottoscritto un Memorandum d'intesa. L’accordo prevede la collaborazione nel settore delle risorse idriche con lo scambio di esperienze e competenze.

L’esperienza che la Mekorot ha maturato, però, è fatta di gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani. Come documentato nel rapporto dell’organizzazione palestinese per i diritti umani, Al Haq, laMekorot sottrae acqua illegalmente dalle falde palestinesi, provocando il prosciugamento delle risorse idriche, per poi fornire l’acqua saccheggiata alle colonie israeliane in Cisgiordania e a Gerusalemme est occupate.

Inoltre, la Mekorot, alla quale sono state “trasferite” nel 1982 dalle autorità militari israeliane tutte le infrastrutture idriche palestinesi per il prezzo simbolico di uno shekel (Euro 0,20), pratica una sistematica discriminazione nelle forniture di acqua alla popolazione palestinese, costretta a comprare la propria acqua dalla ditta israeliana a prezzi decisi da Israele. Riduce regolarmente le forniture idriche ai palestinesi, fino al 50 per cento, a favore delle colonie illegali e dell’agricoltura intensiva israeliana, creando quello che Al Haq chiama “l’apartheid dell’acqua”. Il consumo pro capite dei coloni israeliani, infatti, è dì 369 litri al giorno mentre quello dei palestinesi è di 73 litri, al di sotto della quantità minima raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di 100 litri.

Organizzazioni internazionali, quali Human Rights Watch e Amnesty International, hanno documentato come Israele eserciti un controllo totale sulle risorse idriche palestinesi e come le politiche israeliane dell’acqua siano uno strumento di espulsione, che impediscono lo sviluppo e costringono le popolazioni palestinesi a lasciare le proprie terre. L’organizzazione israeliana Who Profits definisce la Mekorot come “il braccio esecutivo del governo israeliano” per le questioni idriche nei Territori palestinesi occupati ed afferma che “è attivamente impegnata nella conduzione e nel mantenimento” della occupazione militare della Palestina.

Per queste ragioni, la società idrica Vitens, il primo fornitore di acqua in Olanda, a seguito delle indicazioni del Governo ha recentemente interrotto un accordo di collaborazione con la Mekorot motivando la decisione con il proprio impegno verso la legalità internazionale.

Sottoscrivendo l’accordo con la Mekorot, l’Acea si rende complice di queste gravi violazioni. Contravviene anche al proprio Codice Etico, che cita la sua adesione al Global Compact dell’ONU sulla responsabilità sociale delle imprese, il quale mette al primo posto la tutela dei diritti umani. Inoltre, la collaborazione ipotizzata tra Acea e la Mekorot va nel senso di uno sfruttamento commerciale delle risorse idriche, in contrasto con la gestione pubblica di un bene universale come l’acqua.

Con il presente appello noi che abbiamo a cuore il diritto fondamentale dell’accesso all’acqua e la tutela dei diritti umani:

Il nostro impegno non è solo per l’acqua pubblica, ma anche per un’acqua limpida e libera.

Comitato No Accordo Acea – Mekorot

Aderiscono:

Coordinamento Romano Acqua Pubblica
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese
BDS Roma

 

Amici della Mezzaluna rossa Palestinese
Associazione Amicizia Italo-Palestinese Onlus, Firenze
Associazione per la Pace Nazionale
AssoPace Palestina
BDS Firenze
Cobas Acea
Cobas Lavoro Privato
Confederazione Cobas
Comitato "Con la Palestina nel cuore", Roma
Comitato Monteverde per la Palestina, Roma
Comitato No Expo
Comitato Piazza Carlo Giuliani Onlus
Comunità di base di San Paolo, Roma
Consiglio Metropolitano, Roma
Coordinamento Campagna BDS Bologna
Forum Palestina
Gazzella Onlus
Palestina Rossa
Per non dimenticare Gaza, Roma
Rete di Solidarietà con la Palestina – Milano
Rete Ebrei contro l’occupazione
Rete Radiè Resh nazionale
SCI Italia
Transform Italia
U.S. Citizens for Peace & Justice, Roma
Un ponte per...

 

Adesioni personali:
Prof. Angelo Baracca, Firenze
Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli
Nicoletta Dosio, Val Susa
Elena Giuliani, Genova
Haidi Gaggio Giuliani, già Senatrice
Luisa Morgantini, già Vice Presidente, Parlamento Europeo
Paola Staccioli, Roma
Vincenzo Vita, già Senatore 

 

Fonti:

Al Haq, Water For one People only: Discriminatory Access and ‘Water-Apartheid’ in the OPT (2013)
Who Profits, 
Il coinvolgimento della Mekorot nell'occupazione israeliana (2013)
Human Rights Watch, 
Separate and Unequal: Israel’s Discriminatory Treatment of Palestinians in the Occupied Palestinian Territories (2010)
Amnesty International, 
Troubled Waters: Palestinians Denied Fair Access to Water (2009)